mercoledì 28 ottobre 2020

Scorretto e pericoloso



Ho la sensazione che alcuni circoli liberali stiano cominciando a usare alcuni elementi e problemi della Chiesa cattolica come strumento per distruggere la Chiesa stessa. 

Lo considero scorretto e pericoloso. 

Abbiamo forse dimenticato che viviamo tutti in un mondo basato sui valori biblici? 

Nel profondo ci devono essere regole umane fondamentali e valori morali. 

In questo senso i valori tradizionali sono più stabili e più importanti per milioni di persone di questa idea liberale che sta davvero morendo.

Vladimir Putin

(Gigi Riva, L’internazionale putinista, «L’Espresso», 7 luglio 2019, p. 44)

mercoledì 21 ottobre 2020

L’ideologia multiculturalista



[È] un’ideologia che vuole costringere la massa degli abitanti di un paese a vivere in una situazione di senso di colpa nei confronti delle minoranze. 

Questo sistema portò all’istituzione di una nuova religione laica, che prese il posto del comunismo come progetto di salvezza terrena: la religione dei diritti umani. 

La lotta di classe è sostituita dalla lotta contro la discriminazione. 

È un totalitarismo ovattato, ma molto reale e che paralizza la resilienza delle società europee. 

La religione laica dei diritti umani è ancora più suicida per l’Europa occidentale di quanto non fosse il comunismo, è il dovere di scomparire con un sorriso e di fare spazio sul territorio ad altri popoli e civiltà, a cominciare dalla civiltà musulmana. […]

L’Europa, non proclamando pubblicamente le radici cristiane, ha vissuto nella contro-verità. 

Il legame storico fra l’Europa e il cristianesimo è la prova che solo una malafede accecante può negare. 

Per più di mille anni, le parole «europeo» e «cristiano» sono state sinonimi. 

La religione cristiana è sopravvissuta grazie agli europei. 

E, per un millennio, il cristianesimo è stato l’identità dell’Europa. 

La disgiunzione cristiana tra politico e religioso – Cesare e Dio – ha permesso lo sviluppo tecnico, scientifico e intellettuale dell’Europa. 


Rémi Brague intervistata da Giulio Meotti del «Foglio» «Il Foglio», 12-13 ottobre 2019

giovedì 15 ottobre 2020

L’autoritarismo istituzionale



La libertà di espressione era la vera essenza, l’anima della politica di sinistra degli anni Sessanta, che reagiva al conformismo e alla censura degli anni Cinquanta, alla quale si opponevano già prima gruppi radicali underground, i poeti Beat e gli artisti di San Francisco e del Greenwich Village. 

La libertà di espressione è sempre stato il mio principio e la mia motivazione centrale, parte dell’eredità dei filosofi dell’illuminismo che hanno attaccato con forza le autorità religiose e i privilegi di classe. 

Proprio per questo è stato incredibilmente scioccante per me il momento in cui i liberal americani hanno abbandonato il free speech negli anni Settanta e hanno inaugurato l’èra del politicamente corretto, per la quale soffriamo ancora oggi. 

Invece di difendere il vibrante individualismo degli anni Sessanta, la sinistra è diventata una polizia del pensiero stalinista che ha promosso l’autoritarismo istituzionale e ha imposto una sorveglianza punitiva delle parole e dei comportamenti.


Mattia Ferraresi, Contro il fascismo di sinistra, «Il Foglio», 6 febbraio 2015.

giovedì 8 ottobre 2020

Divenuto ormai inutile



La situazione è semplice: le forze del mercato controllano il pianeta. 

Ultima espressione del trionfo dell’individualismo, questo mercato trionfante del denaro spiega il grosso dei più recenti sussulti della Storia. […] 

Se questa evoluzione andrà a termine, il denaro porrà fine a tutto ciò che possa nuocergli, compresi gli Stati, che distruggerà a poco a poco, persino gli Stati Uniti d’America. 

Diventato l’unica legge del mondo, darà vita a quello che chiamerò «iperimpero», inafferrabile e planetario, creatore di ricchezze commerciali e di nuove alienazioni, di estreme fortune e di estreme miserie. 

La natura sarà sistematicamente depredata, e tutto diverrà privato, compreso l’esercito, le forze di polizia e la giustizia. 

L’essere umano sarà allora bardato di protesi, prima di diventare lui stesso un artefatto, venduto in serie a consumatori diventati a loro volta artefatti. 

Poi l’uomo, divenuto ormai inutile alle proprie creazioni, scomparirà.


Jacques Attali, Breve storia del futuro, Fazi, Roma 2007, p. 5.

sabato 3 ottobre 2020

Come la Santissima Vergine e le pie donne


Le Messe di Padre Pio sono rimaste memorabili, duravano ore, facevano impressione, sconvolgevano i presenti. 

Padre Pio non parlò mai molto di quel che viveva sull’altare ma anime «picchiose» (come le chiamava lui) gli tirarono fuori qualche parola. 


«Padre che cos’è la vostra Messa?»

«Un sacro miscuglio con la passione di Gesù. La mia responsabilità è unica al mondo». 

«Cosa devo leggere nella vostra santa Messa?» 

«Tutto quello che ha sofferto Gesù nella sua passione, indegnamente, lo soffro anch’io, per quanto è possibile a creatura umana». 

«Agonizzate, Padre, come Gesù nell’orto?» 

«Sicuramente».

«Viene pure a voi l’angelo a confortarvi?» 

«Sì». 

«Quale fiat pronunziate?» 

«Di soffrire per i fratelli d’esilio e per il suo divin regno». 

«Diceste pure: “e grideranno, crucifige, crucifige”. Chi griderà?» 

«I figli degli uomini e proprio i beneficati». 

«Come restò Gesù, dopo la flagellazione, Padre?» 

«Il profeta lo dice: diventò una sola piaga, diventò un lebbroso». 

«E allora anche voi siete tutto una piaga, dalla testa ai piedi?» 

«E non è questa la nostra gloria? E se non ci sarà spazio, per fare altre piaghe nel corpo, faremo piaga su piaga». 

«Padre quando siete flagellato, siete solo o vi assiste qualcuno?» 

«Mi assiste la Vergine santa, è presente tutto il paradiso». 

«Padre, Gesù mi ha fatto sentire che voi soffrite la coronazione di spine». 

«Altrimenti l’immolazione non sarebbe completa». 

«Le spine le avete sulla fronte o intorno al capo?» 

«Intorno a tutto il capo». 

«Padre, i peccatori vi tirano i capelli, come a Gesù?» 

«Mi tirano pure le ossa». 

«Padre, quanto soffrite nella santa Messa?» 

«Non te ne incaricare: nella Messa è tutto un crescendo, fino alla fine».

«Padre, nel divin sacrificio, prendete su di voi le nostre iniquità?» 

«Non si può fare diversamente, perché fa parte del divin sacrificio… la condanna del peccatore cade su di me». 

«Padre, vi ho visto tremare, mentre salivate i gradini dell’altare, perché? Per quello che dovevate soffrire?» 

«Non per quello che dovevo soffrire, ma per quello che dovevo offrire». 

«Padre, perché piangete, quando leggete il Vangelo, nella Messa?» 

«E ti par poco un Dio che conversi con le sue creature? E che sia da loro contraddetto? E che sia continuamente ferito dalla loro ingratitudine e crudeltà?».

«Padre, perché piangete all’offertorio?» 

«Vorresti strapparmi il segreto? E sia puro. Allora e il momento in cui l’anima viene separata dal profano».

L’anima separata dal profano. L’entrata nel sacrum.


«Ditemelo, Padre, perché soffrite tanto nella consacrazione?» 

«Perché è proprio lì che avviene una nuova mirabile distruzione e creazione».

Il mondo, l’umanità vengono distrutti e creati nella Messa? In ogni Messa?


«Padre come vi reggete in piedi, sull’altare?» 

«Come si reggeva Gesù sulla croce». 

«Padre, i carnefici capovolsero la croce di Gesù, per ribattere i chiodi?» «E come!». «Pure a voi la capovolgono?» 

«Sì, ma non aver paura».

«Padre, la santissima Vergine assiste alla vostra Messa?» 

«E tu credi che la Madonna non si interessi del Figlio?». 

«E gli angeli assistono, Padre?» 

«A torme».

«Padre, recitate pure voi le sette parole che Gesù proferì sulla croce?» 

«Sì, indegnamente, le recito pure io». 

«E a chi dite “Donna ecco tuo figlio”?» 

«Dico a Lei: Ecco i figli del tuo figlio». 

«Soffrite la sete e l’abbandono di Gesù?» 

«Sì». 

«Gesù crocifisso aveva le viscere consumate?» 

«Dì, piuttosto bruciate». 

«Che faceva la Vergine ai piedi di Gesù crocefisso?» 

«Soffriva nel veder soffrire suo figlio. Offriva le sue pene e i dolori di Gesù al Padre celeste per la nostra salvezza».

«Padre, come dobbiamo ascoltare la S. Messa?» 

«Come vi assistettero la Santissima Vergine e le pie donne. Come assistette San Giovanni al sacrificio eucaristico e a quello cruento della croce». 

«Padre, che benefici riceviamo ascoltando la S. Messa?» 

«Non si possono enumerare. Li vedrete in Paradiso».

«Padre, che cos’è la santa Comunione?» 

«È tutta una misericordia interna ed esterna, tutto un amplesso. Pregate pure che Gesù si faccia sentire sensibilmente». 

«Dopo la comunione continuano le sofferenze?» 

«Sì, sofferenze amorose».

«Nella santa Messa morite anche voi, Padre?» 

«Misticamente nella santa comunione». 

«È per veemenza di amore o di dolore che subite la morte?» 

«Per l’uno e per l’altro: ma più per amore». 

«Dove posò l’ultimo sguardo Gesù morente?» 

«Sulla Madre sua». 

«E voi dove lo posate?» 

«Sui fratelli d’esilio». 

«Padre avete detto che nella comunione la vittima muore. Nelle braccia della Madonna vi depongono?» 

«Di San Francesco».

domenica 27 settembre 2020

L’unità


L’unità [di per sé non è un valore né positivo né negativo, in quanto] può costituire un accrescimento tanto del bene quanto del male, [infatti] anche l’impero di Satana è un’unità, e perfino Cristo, quando parlò del diavolo e di Belzebù, prese spunto da questo impero unitario del male. Anche il tentativo di erigere la torre di Babele aveva come obiettivo un’unità. 

(Carl Schmitt, Stato, grande spazio, nomos, Adelphi, Milano 2015)

domenica 20 settembre 2020

È già data in Lui


Non vi è nulla al di là del cristianesimo. Esso è veramente “eschatos”, “novissimus”, l’ultimo. 

Esso è l’eterna giovinezza del mondo. 

Sarà tutto il resto a risultare definitivamente superato in suo confronto. […] 

Questa fine, in se stessa, è già arrivata: con l’incarnazione e l’ascensione del Cristo la fine delle cose è raggiunta… con la resurrezione del Cristo l’avvenimento decisivo della storia si è compiuto. […] 

Ogni possibile novità è già data in Lui.


Jean Daniélou, Saggio sul mistero della storia, cit., p. 17.

lunedì 14 settembre 2020

L’uomo che rifiuta di giudicare

L'uomo che rifiuta di giudicare, che non è né d’accordo né in disaccordo, che dichiara che non ci sono assoluti e crede di sfuggire alla responsabilità, è l’uomo responsabile di tutto il sangue che è ora versato nel mondo. 

La realtà è un assoluto, l’esistenza è un assoluto, un granello di polvere è un assoluto e così è una vita umana. 

Se vivi o muori è un assoluto. 

Che tu abbia un pezzo di pane o meno, è un assoluto. 

Se mangi il tuo pane o lo vedi svanire nello stomaco di un saccheggiatore, è un assoluto. 

Ci sono due lati per ogni problema: uno è giusto e l’altro è sbagliato, ma il mezzo è sempre malvagio. 

L’uomo che ha torto conserva ancora un certo rispetto per la verità, se non altro accettando la responsabilità della scelta. 

Ma l’uomo nel mezzo è il furfante che cancella la verità per fingere che non esistano scelte o valori, che è disposto a sedersi nel corso di qualsiasi battaglia, disposto a incassare il sangue dell’innocente o a gattonare sul ventre ai colpevoli, che dispensa la giustizia condannando sia il ladro che il rapinato in prigione, che risolve i conflitti ordinando al pensatore e al folle di incontrarsi a metà strada. 

In qualsiasi compromesso tra cibo e veleno, è solo la morte che può vincere. 

In qualsiasi compromesso tra bene e male, è solo il male che può trarre profitto. 

In quella trasfusione di sangue che drena il bene per nutrire il male… 

Ayn Rand O’Connor

martedì 8 settembre 2020

Il totalitarismo dei buoni


«Pare che siamo entrati precariamente in una specie di totalitarismo che detesta la libertà di parola e punisce le persone se rivelano il loro vero io».

Ho scritto di una specie di totalitarismo, non del totalitarismo nel suo senso storico. 

E ho scelto di usare questo termine perché è così che mi sento: sotto il controllo di un regime. 

Oggi ci sono una serie di regole che un’artista deve seguire, e se non le segue viene cancellato o messo a tacere. 

Tutto deve essere coordinato da una certa sensibilità. […] 

Sta succedendo per davvero, in questo momento.  

I guardiani della cultura dominante stanno attivamente cancellando le opinioni degli artisti perché non sono d’accordo con loro oppure perché non sono in linea con l’ideologia progressista del momento che fra l’altro molte persone rifiutano.

È l’ideologia che «propone l’inclusività universale eccetto per quelli che osano fare domande».


Bret Easton Ellis intervistato da Mattia Ferraresi, il «Foglio», 16 settembre 2019

martedì 1 settembre 2020

L’era dei demagoghi, dei ciarlatani


Il latino è una lingua precisa, essenziale. 

Verrà abbandonata non perché inadeguata alle nuove esigenze del progresso, ma perché gli uomini nuovi non saranno più adeguati ad essa. 

Quando inizierà l’era dei demagoghi, dei ciarlatani, una lingua come quella latina non potrà più servire e qualsiasi cafone potrà impunemente tenere un discorso pubblico e parlare in modo tale da non essere cacciato a calci giù dalla tribuna. 

E il segreto consisterà nel fatto che egli, sfruttando un frasario approssimativo, elusivo e di gradevole effetto “sonoro” potrà parlare per un’ora senza dire niente. 

Cosa impossibile col latino.


Giovannino Guareschi, Chi sogna nuovi gerani? Autobiografia.


martedì 30 giugno 2020

Sradicamento e distruzione


Tutti i tentativi di un internazionalismo, fondato sulla scienza o sulla “religione dell’umanità”, sono colpiti dal giudizio portato da Dio su Babele e presentano un carattere d’idolatria. 
Essi sono un rifiuto da parte dell’uomo di accettare la condizione che Dio gli ha dato; sono uno sforzo per ricostituire da solo una unità che non può venire che da Dio. Non sfociano che allo sradicamento e alla distruzione.

(Jean Daniélou S.J. Saggio sul mistero della storia, Morcelliana, Brescia 2012, p.70). 

martedì 23 giugno 2020

Il pasto nudo


«Cosa sia il mondo omosessuale lo capii quando fui inviato dal giornale a San Francisco, nei giorni in cui l’epidemia di AIDS era divenuta un allarme pubblico. 
I medici cercavano di risalire ai “primi portatori” e diffusori del contagio, chiedendo ai malati di ricordare l’identità dei loro partner omosessuali. 
Scoprirono, con costernazione, che questo era impossibile. 

Ogni omosex di San Francisco aveva avuto nell’anno precedente, in media, 600 rapporti carnali con persone sempre diverse e quasi tutte sconosciute. 
Gli incontri avvenivano nella penombra di losche discoteche, dette “bathrooms”, dove si avevano rapporti con gente mai vista. 
Stiamo parlando di 600 rapporti, quasi due al giorno, ogni giorno dell’anno. 
Ora, prego di considerare: quale eterosessuale può avere un tal numero di rapporti? 
Anche il più infoiato, dopo una settimana o due, sente il bisogno di fare altro, di leggere, di passeggiare, di viaggiare, di non pensare alle donne.
Ciò perché il sesso eterossuale, come un cibo vero, sazia. 
Ci sono cibi falsi, come le droghe, che non saziano mai: è quel che Burroughs ha chiamato il “pasto nudo”
Così il tristissimo sesso “gay” è un pasto nudo. 
[...] I casi di San Francisco mi hanno insegnato che la “coppia omosessuale” di tipo matrimoniale, dove uno dei due resta in casa a pulire, e l’altro lavora e porta a casa i soldi, è un mito omosessuale, un fantasma di natura psichiatrica. 
Nella realtà, quelle “coppie fedeli” sono di “coniugi” che vanno insieme a pescare nelle bathrooms.»

Di Maurizio Blondet - “Velinopoli e le virtuose indignazioni” 15 marzo 2003

giovedì 18 giugno 2020

Il più alto gradino


L’Europa unita ci fu soltanto una volta nella storia: durante i secoli XI e XII di quel Medioevo il cui nome organico è epoca della Cristianità.
[...] Per la prima volta nella storia un mondo ha ricavato la sua legge dalla sua fede, ha cercato di organizzarsi secondo i suoi principi. Per quanto se ne possa parlare, la visione del mondo del Medioevo, che si rifaceva all’ordine, alla pace, alla fraternità cristiana, all’unità di tutti e di tutto in Dio, rimane il più alto gradino cui lo spirito si sia mai elevato.

Gonzague de Reynold, La Casa Europa, p. 260

giovedì 11 giugno 2020

L’Israele spirituale


[San Paolo] ci fa comprendere che la Chiesa o il Regno di Dio peregrinante quaggiù, il regno della redenzione che prosegue di generazione in generazione, non è né una setta giudea né un’estensione religiosa della teocrazia d’Israele su tutti i popoli della terra, ma al contrario un Corpo universale nuovamente generato nella sua realtà visibile dall'invisibile virtù del sangue di Cristo e dello Spirito di Dio, e ciò precisamente al prezzo della regalità terrena di cui Israele è stata ormai spodestata.

Ci fa comprendere questa straordinaria rottura - per mezzo della quale dal Tempio distrutto, abbattuto, gettato a terra, si innalzava ed andava a sorgere l’Israele spirituale, il Tempio mistico del Corpo di Cristo - era esso stesso condizionato dal passo falso d’Israele e dalla grande prevaricazione dei suoi sacerdoti. 

Ci fa comprendere che se la salvezza è per tutti gli uomini e in Cristo non c’è più più né Giudeo né Gentile, è perché la potenza che opera la salvezza non è affatto la Legge dei Giudei ma la Fede in Colui che è stato crocifisso nel nome di questa stessa Legge.

Jacques Maritain, La Pensée de saint Paul, pp. 12-13, ed. Parole et silence

venerdì 5 giugno 2020

Ama fingere


Bernard Levi. “Oggi alcuni sacerdoti della Chiesa Cattolica che lavorano tra le popolazioni oppresse, specie nei regimi dittatoriali dell’America del sud, ritengono che sia loro dovere appoggiare i movimenti rivoluzionari e le rivolte. Che ne dice?”

Aleksandr Solženicyn: “Quanto mi rallegro per l’attivo operato del Papa nel mondo, ho ben presente che Giovanni Paolo II opera a partire dalla dimensione divina. Vale a dire: s’impegna nel mondo contemporaneo, ma tenendo continuamente presente le dimensioni spirituali. Invece i sacerdoti dell’America centrale e meridionale di cui sta parlando lei sono caduti in una delle trappole del socialismo. Il socialismo che è radicalmente opposto al cristianesimo, ama fingere di avere preso a prestito qualcosa dal cristianesimo per renderlo più concreto. Il colmo dell’assurdo è che un argomento simile sia stato fatto proprio anche dalle pubblicazioni ateistiche sovietiche, che asseriscono di derivare il loro programma sostanziale dal cristianesimo”.

(Londra maggio 1983 - Bernard Levi del Times intervista Solženicyn)

venerdì 29 maggio 2020

La ragione ultima


Che bisogni separare lo Stato dalla Chiesa è una tesi assolutamente falsa, un errore perniciosissimo.
Basata infatti sul principio che lo Stato non debba riconoscere alcun culto religioso, essa è innanzitutto offensiva al massimo grado verso Dio; giacché il Creatore dell’uomo è anche il Fondatore delle società umane, e le conserva nell’esistenza come sostiene noi in essa. Non gli dobbiamo dunque non solo un culto privato, ma un culto pubblico e sociale per onorarlo.

Inoltre, questa tesi è la negazione chiarissima dell’ordine sovrannaturale. Limita infatti l’azione dello Stato alla sola ricerca della prosperità pubblica in questa vita, che non è che la ragione prossima delle società pubbliche; ed essa non si occupa in alcun modo, come se le fosse estranea, della loro ragione ultima, che è la beatitudine eterna offerta all’uomo quando questa così breve vita avrà fine. 

E tuttavia, poiché l’ordine presente delle cose, che si svolge nel tempo, è subordinato alla conquista di tale bene supremo e assoluto, il potere civile non solo non deve porre ostacoli a tale conquista, ma deve aiutarci a compierla.
Questa tesi sconvolge anche l’ordine stabilito con grandissima saggezza da Dio nel mondo, ordine che esige un’armoniosa concordia tra le due società. Queste due società, la società religiosa e la società civile, hanno infatti gli stessi sudditi, anche se ciascuna di esse esercita su costoro la sua autorità nella sua propria sfera. 
Di necessità ne risulta che ci saranno pur delle materie la cui conoscenza e giudizio sarà di competenza dell’una e dell’altra. 

Ora, quando scompare l’accordo tra lo Stato e la Chiesa, da queste materie comuni pullulano facilmente i germi di controversie, che diverranno molto aspre da entrambe le parti; la nozione del vero ne risulterà sconvolta e le anime colme di una grande ansietà.
Infine, questa tesi infligge gravi danni alla stessa società civile, perché questa non può né prosperare né durare a lungo quando non si lascia affatto il proprio spazio alla religione, che è per l’uomo una regola suprema e sovrana maestra per proteggere inviolabilmente i suoi diritti e i suoi doveri.

Pio X, Vehementer nos - 11 febbraio 1906

venerdì 22 maggio 2020

Una diversa sensibilità


Ho trovato questa lettera – non diretta a me – e la propongo tra i “granellini”. Considera le “varie sensibilità” all’interno della Chiesa Cattolica.

«Egregio fratello nella fede, […] vorrei esprimerle un mio parere.
Prima di tutto vorrei dire che oggi per “diverse sensibilità” si intende qualcosa di ben diverso da quello da lei descritto. Sempre più spesso, il modernismo e la Tradizione vengono viste come “diverse sensibilità” ed accettate entrambe. […] Questa idea di “sensibilità” è oramai assai diffusa anche perché i modernisti nella maggioranza dei casi si camuffano da buoni cristiani.

Essi non […] affermano che i dogmi possono cambiare in base alle condizioni culturali, ma bensì possono cambiare i metodi di insegnamento di tali dogmi, ma nella maggioranza dei casi i metodi usati da loro portano un cambiamento totale della dottrina o il rinnegamento di qualche dogma. 

Essi non affermano che tutte le religioni sono uguali, ma che bisogna rispettare le idee religiose altrui e con questa scusa smettono di evangelizzare arrivando addirittura ad agevolare la pratica di altre religioni.
Essi non negano la presenza reale di Gesù nel Santissimo Sacramento ma dicono di voler semplicemente mettere in risalto la parola di Dio arrivando di fatto ad equipararla al Sacramento e facendo credere che Gesù sia presente in entrambe allo stesso modo, cioè spiritualmente.

Essi nella maggioranza dei casi non negano apertamente l’esistenza del diavolo ma dicono che non bisogna parlarne tanto, perché la gente potrebbe avere troppa paura ed anche perché bisogna parlare solo di Gesù ecc… 
In poche parole, essi non si mostrano apertamente come degli eretici, ma usano molta furbizia nel diffondere le loro idee facendo credere che la loro sia solo una diversa sensibilità, una sensibilità moderna.

Noi tradizionalisti sveliamo facilmente la nostra identità parlando di tradizione ecc… essi invece non si definiscono mai modernisti e non parlano quasi mai del modernismo, ma presentano sempre i loro insegnamenti come cattolici, insegnamenti della Chiesa ecc… In questo modo essi sembrano i veri cattolici, noi invece i fanatici o addirittura gli eretici.
Cordialmente
sua sorella nella fede
(lettera firmata

sabato 16 maggio 2020

Nel senso pieno del termine


Il grande nemico dell’Europa che è necessario soffocare con tutti i mezzi che non siano crimini, l’ulcera funesta che si attacca a tutte le sovranità e le rosicchia inesorabilmente, il figlio dell’orgoglio, il padre dell’anarchia, il solvente universale è il protestantesimo. Che cos’è il protestantesimo? 

È la rivolta della ragione individuale contro la ragione generale e quindi è tutto quanto di peggio si possa immaginare. Quando il cardinale de Polignac diceva al troppo celebre Pierre Bayle: “Voi dite di essere un protestante; questa parola è molto vaga: siete anglicano, luterano, calvinista, o che altro?”, Bayle rispose: “Io sono protestante nel senso pieno del termine: protesto contro tutte le verità”. 

Questo famoso scettico ha dato così la vera definizione di protestantesimo, che è il nemico fondamentale di ogni fede comune a molti uomini; cosa che lo rende nemico del genere umano, perché la felicità delle società umane si basa solo su questo tipo di fede.

Joseph de Maistre, Il protestantesimo, 1798, in Cristianità n. 385, maggio-giugno 2017 pagg. 28-29

giovedì 14 maggio 2020

Due città, due amori


Il genere umano, dopo che “per l’invidia di Lucifero” si ribellò sventuratamente a Dio creatore e largitore de’ doni soprannaturali, si divise come in due campi diversi e nemici tra loro; l’uno dei quali combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene, l’altro per il trionfo del male e dell’errore. 
Il primo è il regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo; e chi vuole appartenervi con sincero affetto e come conviene a salute, deve servire con tutta la mente e con tutto il cuore a Dio e all’Unigenito Figlio di Lui. 

Il secondo è il regno di Satana, e sudditi ne sono quanti, seguendo i funesti esempi del loro capo e dei comuni progenitori, ricusano di obbedire all’eterna e divina legge, e molte cose imprendono senza curarsi di Dio, molte contro Dio. 
Questi due regni, simili a due città che con leggi opposte vanno ad opposti fini, con grande acume di mente vide e descrisse Agostino, e risali al principio generatore di entrambi con queste brevi e profonde parole: “Due città nacquero da due amori; la terrena dall’amore di sé fino al disprezzo di Dio, la celeste dall’amore di Dio fino al disprezzo di sé (DeCivit. Dei, lib. XIV, e. 17). 

In tutta la lunga serie dei secoli queste due città pugnarono l’una contro l’altra con armi e combattimenti vari, benché non sempre con l’ardore e l’impeto stesso. 
Ma ai tempi nostri i partigiani della città malvagia, ispirati e aiutati da quella società che largamente diffusa e fortemente congegnata prende il nome di Società Massonica, pare che tutti cospirino insieme, e tentino le ultime prove. 
Imperocché senza più dissimulare i loro disegni, insorgono con estrema audacia contro la sovranità di Dio; lavorano pubblicamente e a viso aperto a rovina della Santa Chiesa, con proponimento di spogliare affatto, se fosse possibile, i popoli cristiani dei benefizi recati al mondo da Gesù Cristo nostro Salvatore. 

(Leone XIII, Lettera enciclica Humanum genus, 20 aprile 1884)

lunedì 4 maggio 2020

Salviamo anime


La nostra vera missione: salvare anime.
Oggi mi sono fatto questa domanda: quale è e in cosa consiste la più grande tristezza di Dio?
Dio sempre ci parla quando gli chiediamo qualcosa.
La sua più grande tristezza sta nel vedere come tante anime volontariamente scelgono di precipitare nel fuoco eterno.

È terribile questo dolore di Dio Padre perché vede vanificato l’enorme sacrificio del figlio Gesù, del vano servizio svolto dallo Spirito Santo, dal pianto e sconfinato dolore di Maria, nostra madre, dal vedere come tanti Angeli sono amareggiati della inutilità del loro servizio di protettori e custodi delle anime a loro affidate perché tristemente hanno preferito l’ascolto del principe delle tenebre e la loro eterna ed inesorabile condanna nel fuoco eterno.
Allora mi chiedo: cosa posso fare per aiutare tante anime a non precipitare nel fuoco eterno?

Ecco la risposta illuminante del caro Don Bosco, presbitero come me “Dammi anime o mio Dio e toglimi tutto ciò che non serve che mi rende incapace di salvare anime ed amare. Chi salva anche una sola anima dall’inferno ha predestinato la propria anima”. 
Vale solo per un sacerdote o non vale anche per anime come la tua, caro amico?
Allora salviamo anime, forza.

Don Giacomo Scarlatella, 27 dicembre 2016