martedì 12 febbraio 2019

Solo esso è saldo


Dire che l’autorità è necessaria all’ordine, è […] dire solo a metà. Occorre, in più, che poggi su alcunché di immutabile e di universale, non su ciò che è verità oggi, errore domani (democrazia), verità qui, errore là (nazionalismo male inteso). 
Altrimenti vi sarà necessariamente conflitto fra la verità di oggi e quella di domani, fra la verità di qui e quella di là. […]
Affinché l’autorità poggi su qualcosa di saldo, occorre che essa si rifaccia al Diritto divino. 
Solo esso è saldo e permanente, come Dio stesso. 
Il Diritto divino – lo dice lo stesso nome – non è il diritto dei Re, e nemmeno quello del Papa.
È il diritto di Dio, quale è manifestato dalla Tradizione.
I capi di stato e il pontefice, non ne sono che i vicari.

E. Malynski, La guerra occulta.

giovedì 7 febbraio 2019

Madre dell’eresia non è solo la superbia


La crisi del marxismo è irreversibile, il liberalismo che sembra trionfare prendendone il posto è anch’esso in decomposizione: e, alla pari del marxismo, lo è non perché sia fallito ma proprio perché si è realizzato, capovolgendosi.

È in crisi anche la Chiesa cattolica, ma non perché non sia più credibile o sia ormai impraticabile il suo messaggio, ma perché ci si è allontanati da esso. 

Basterebbe rifare chiarezza, rimettersi sui giusti binari per offrire a un mondo disperato la prospettiva di salvezza cui ha bisogno. 

Mio dovere è indurre i credenti alla riflessione, alla comprensione che la buona volontà non solo non basta, ma può essere dannosa se indirizzata verso percorsi sbagliati. 
Madre dell’eresia non è solo la superbia ma, secondo l’insegnamento dei padri, anche l’ignoranza: molti uomini di Chiesa ignorano letteralmente quale sia la prospettiva cattolica, assumendo schemi e punti di riferimento non cattolici, anzi talvolta non cristiani, senza neppure averne consapevolezza.

(Augusto Del Noce – filosofo)

venerdì 1 febbraio 2019

Si guardi bene dal trattenersi in chiesa


La chiesa sia quello che dice il suo nome, quindi in essa non si faccia né si riponga altro.

Alla fine dell’Ufficio divino escano tutti in perfetto silenzio e con grande rispetto per Dio, in modo che, se un monaco volesse rimanere a pregare privatamente, non sia impedito dall’indiscrezione altrui.

Se, però, anche in un altro momento qualcuno desidera pregare per proprio conto, entri senz'altro e preghi, non a voce alta, ma con lacrime e intimo ardore.

Perciò, come abbiamo detto, chi non intende dedicarsi all’orazione si guardi bene dal trattenersi in chiesa dopo la celebrazione del divino Ufficio, per evitare che altri siano disturbati dalla sua presenza.

San Benedetto, Sancta Regula, capitolo LII

venerdì 25 gennaio 2019

Apostoli di rivoluzioni politiche


Il cedimento morale di tanti cristiani, anzi la crisi stessa della Chiesa, hanno una causa. E questa causa è, per dirla chiara, l’indebolimento della fede.
È impossibile vivere la morale cattolica se non si è più convinti, e fino in fondo, che Gesù Cristo è il Figlio di Dio e che nel vangelo è contenuto il progetto divino per l’uomo.
Senza questa certezza, il celibato, la verginità, diventano pesi intollerabili, anzi prescrizioni assurde e disumane; e coloro che, incautamente, hanno assunto simili impegni cercano ogni sotterfugio e ogni ipocrisia per sottrarvisi.
Ma molti altri aspetti della Chiesa attuale sembrano deformati dallo svaporare della fede, così come la proclama il Credo.

Tanti missionari tendono a trasformarsi in operatori sociali, in funzionari di organizzazioni umanitarie, magari in apostoli di rivoluzioni politiche. Dunque, tacciono spesso sull’annuncio del vangelo come speranza di vita eterna, sulla necessità del battesimo per partecipare di questa promessa.
Si è arrivati al punto di scoraggiare le conversioni al cristianesimo, rovesciando paradossalmente il ruolo del missionario.
Ma questo non avviene per qualche luciferino complotto o per mancanza di buona volontà, che in realtà abbonda: bensì, per una crisi di fede, che trasforma l’ardua credenza in Dio in un ben più comprensibile progetto di solidarietà umana.

(Card. Joseph Ratzinger - 19 novembre 2003)