giovedì 2 maggio 2019

Vedrete allora l’asino dettare legge al leone


L’ignoranza, il disprezzo per la cultura, la violenza, il lassismo, il materialismo, saranno i piedi dello scranno sul quale siederà il serpente dei serpenti.
Vedrete allora l’asino dettare legge al leone.
Vedrete gli allievi insultare i loro insegnanti; vedrete la cultura bruciare sulla pubblica piazza, in nome della cultura.

Troppi leoni avranno il cuore dell’asino, e si lasceranno trarre in inganno.
Ho visto il mondo affidato a bestie orrende, con la testa d’asino e il corpo da serpente.
Ho visto l’orrenda strage degli uomini di pietà e degli uomini d’intelletto.
Quando poi l’epidemia avrà contaminato ogni casolare, si renderà necessaria una purificazione generale.

L’acqua dovrà lavare ogni granello di sabbia che copre la terra.
Ho visto san Bernardo e tanti altri spiriti eletti ritornare sulla terra, per istruire le genti.
E le genti, finalmente, sapranno fare tesoro dell’insegnamento.
E l’armonia del tutto si fonderà nella verità e nell’amore.

(Teresa Neumann, Visioni profetiche)

[Morta il 18 settembre 1962, in data 13 febbraio 2005 per volere di San Giovanni Paolo II, Teresa Neumann è stata dichiarata Serva di Dio e il Vescovo di Regensburg, il futuro Cardinale Gerhard Ludwig Müller, ha comunicato a Konnersreuth l'apertura del processo di beatificazione].

sabato 27 aprile 2019

Una selezione puntigliosa


Solgenicyn, dopo la sua lotta con il comunismo, visitò l’America e vi visse per qualche tempo.
Fu accolto come un eroe, per la sua avversione al potere sovietico; ma presto ebbe modo di notare due cose in comune, tra URSS e Usa:
1) il materialismo di fondo;
2) l’esistenza di un pensiero unico, tanto sotto al dittatura sovietica quanto nel “libero” Occidente.

Al riguardo paragonò la “tribù istruita” degli intellettuali russi, colpevoli di aver fatto precipitare il paese nella rivoluzione, alla “tribù istruita” che pontificava, con lo stesso nichilismo, sui media americani ed europei; affermò: “la stampa è diventata la più grande potenza in seno ai paesi occidentali”, ma “andare al nocciolo dei problemi le è controindicato… L’Occidente, che non ha censura, opera tuttavia una selezione puntigliosa separando le idee alla moda da quelle che non lo sono...”.

Discorso di Harvard; biografia della Saraskin (Edizioni San Paolo, 1440 pagine)

domenica 21 aprile 2019

L’amore dell’umanità


Il fatto è che l’amore astratto s’è impossessato di molte mentalità cristiane, ed ha ridotto all’inazione l’amore concreto per il prossimo, quello in carne ed ossa. Senza dubbio, una certa “intellighenzia” cristiana, al vertice dei suoi pensieri e del suo amore, ha soltanto più delle astrazioni: popolo, proletariato, democrazia, evoluzione sociale, per non parlare dell’evoluzione generale dell’universo trasformato in noosfera verso un punto “omega” che sarebbe Dio…
Il cristiano tradizionale non ha mai amato un’astrazione, non un operaio in quanto membro della classe operaia, un duca in quanto aristocratico, un Patagone in quanto uomo.

Gli è impossibile: può amare soltanto quell’operaio, quel duca, quel Patagone, per il semplice fatto che li conosce, che partecipa alla loro vita; perché delle qualità comuni, assolutamente indipendenti dalla loro qualità di operaio, di aristocratico, di uomo in genere, le hanno tessuto fra di loro dei legami concreti.
Ama, nel vero significato del termine, un certo numero di esseri umani, non molti a dire il vero, poiché le sue relazioni sono il più delle volte ristrette.
Se li conoscesse tutti, si sforzerebbe di amarli tutti, quanti sono sulla terra, e se per caso incontra un ferito sul ciglio di una strada, in quel momento lo conosce e lo ama; ma l’amore dell’umanità gli è sconosciuto.

(Marcel de Corte Fenomenologia dell’autodistruttore, Borla 1967)

domenica 14 aprile 2019

Sacramento della libertà personale


Il mio disprezzo degenera in maleducazione quando sento addurre la solita scusa secondo la quale la gente non fa figli perché vuole essere «libera» di andare al cinema, di comprarsi un grammofono o una radio.
Ciò che mi fa desiderare di calpestare come zerbini queste persone è l’uso del concetto di “libertà”.
Con ogni atto di questo genere, esse non fanno che incatenarsi al sistema più servile e meccanico mai tollerato dall’uomo. […] Ora, ogni bambino è di per sé simbolo e sacramento della libertà personale. È un nuovo libero arbitrio che si aggiunge ai liberi arbitri del mondo.

È qualcosa che i suoi genitori hanno scelto liberamente di procreare e che liberamente concordano di proteggere.
Essi sanno che le gioie che egli dà loro (e sono spesso grandi gioie) vengono davvero da lui e da loro stessi, e da nessun altro.
È nato senza l’intervento di padroni o signori.
È una creazione e un contributo, il loro contributo alla creazione.
È una cosa ben più bella, emozionante, piacevole e stupefacente di tutte le risapute trame o monotoni ritmi jazzistici propinati dalle macchine.

Se gli uomini non capiscono più tutto ciò, vuol dire che hanno perso la capacità di apprezzare le cose fondamentali e il senso delle proporzioni.
Chi preferisce i piaceri meccanici a un tale miracolo è finito, è uno schiavo.
Preferisce le briciole della vita alle sue stesse fonti.
Preferisce gli ultimi, falsi, meccanici, infimi, artificiali e logori rimasugli della nostra civiltà capitalista in disfacimento alla realtà, che rappresenta l’unica via di ringiovanimento per l’intera civiltà.
Stringono con le loro mani le catene della loro antica schiavitù, mentre il bambino è pronto per il nuovo mondo.

Chesterton “Bebè e distributismo” (raccolto in “Il pozzo e le pozzanghere”)