sabato 27 maggio 2017

Un vero rivoluzionario


Agli omosessuali non dovrebbe essere concesso di stare in posizioni dove potrebbero essere capaci di mal influenzare i giovani. Nelle condizioni in cui viviamo, a causa dei problemi che il nostro Paese deve affrontare, dobbiamo inculcare ai giovani lo spirito della disciplina, della lotta, del lavoro...

Noi non arriveremmo mai a credere che un omosessuale possa incarnare le condizioni e i requisiti di condotta che ci permetterebbe di considerarlo un vero rivoluzionario, un vero comunista aggressivo. Una deviazione di questa natura si scontra con il concetto che abbiamo di ciò che un militante comunista deve essere.

Fidel Alejandro Castro Ruz

sabato 20 maggio 2017

Una nuova dottrina


Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della Fede.

Concilio Vaticano I – Costituzione Dogmatica “Pastor Aeternus”, cap. IV (18 luglio 1870)

domenica 14 maggio 2017

Lo spettacolo umiliante


“Giovanni XXII ha delle gravi responsabilità innanzi al tribunale della storia (…)”, perché "offrì alla Chiesa intera lo spettacolo umiliante dei principi, del clero e delle università che rimettono il Pontefice sulla retta via della tradizione teologica cattolica, mettendolo nella dura necessità di disdirsi”.

(Beato Idelfonso Schuster - “Gesù Cristo nella storia. Lezioni di storia ecclesiastica” - Benedictina Editrice, Roma 1996, pp. 116-117).

lunedì 8 maggio 2017

L’abito del tempo


«Solo la Chiesa, innalzando gli altarini dell’anno liturgico, costringendo le stagioni a seguir passo passo la vita di Cristo, ha saputo tracciarci il piano delle occupazioni necessarie, dei fini utili.

Ci ha fornito il mezzo di camminare sempre accanto a Gesù, di vivere giorno per giorno i Vangeli; per i cristiani ha fatto del tempo il messaggero dei dolori e l’araldo delle gioie; ha affidato all’anno il ruolo di servo del Nuovo Testamento, di emissario zelante del culto».

Durtal rifletteva sul ciclo della liturgia che si inizia col primo giorno dell’anno religioso, all’Avvento, poi gira con un movimento insensibile su se stesso fin che ritorna al punto di partenza, all’epoca in cui la Chiesa si prepara, con la penitenza e la preghiera, a celebrare il Natale.

Sfogliando il suo eucologio, vedendo il cerchio meraviglioso degli uffizi, pensava al prodigioso gioiello, alla corona di re Reccesvinto che il museo di Cluny custodisce.

L’anno liturgico non era forse, come quella, cosparso di cristalli e di pietre preziose dai suoi cantici mirabili, dei fervidi inni incastonati nell’oro delle Benedizioni e dei Vespri?

Sembra che la Chiesa abbia sostituito alla corona di spine, di cui i Giudei avevan cinto le tempie del Salvatore, la corona reale dell’abito del Tempo, la sola cesellata in un metallo abbastanza prezioso, con un’arte abbastanza pura per osare di posarsi sulla fronte di un Dio!

Joris-Karl Huysmans, Per strada – 1895